martedì 25 ottobre 2011

Cordiline Fruticosa (Cordiline termynalis atom)


Sensibile.
Crescita limitata.
Qualche attenzione.
Altezza massima: 1 m.
Larghezza massima: 60 cm.
Portamento: eretto.

Le foglie di forma allungata e di color rosso vivo di questa varietà, ottenuta per mezzo di particolari tecniche, la rendono uno degli esemplari più ornamentali.
Usatela in composizioni con altre piante dal fogliame verde o come esmplare singolo. Risalta notevolmente in un contenitore di ottone. E' una varietà facile da coltivare, purchè le si garantisca l'ambiente adatto.

TEMPERATURA

Per questa pianta proveniente dall'Asia tropicale è indeispensabile una tempefratura minima di 18°C; l'ideale è una temperatura fra i 24 e i 27°C.

LUMINOSITA'

Queste particolari varietà coltivate di cordiline hanno bisogno di molta luce per conservare il colore spettacolare del loro fogliame; sistemare in posizione ben illuminata, lontana però dal sole diretto. L'ideale è esporla per 4 ore al giorno alla luce diretta del sole, ma non a quello di mezzogiorno.

UMIDITA'

La cordiline necessita di molta acqua: sempre rispettando le giuste esigenze di temperatura, tenere il terriccio umido, ma non zuppo, durante tutta la stagione estiva. Per il resto dell'anno tenere il terriccio appena umido.
Il segreto per conservare al meglio questa pianta è l'umidità. Necessita infatti di un ambiente molto umido: tenere su un sottovaso colmo di ghiaia quasi ricoprta di acqua. Non lasciare però il vaso immerso nell'acqua. Irrorare regolarmente al mattino presto.

 
CONCIME

Concimare circa 4 volte all'anno con fertilizzante per piante da interni. Non concimare le piante appena acquistate, o rinvasate di recente, per circa 4 mesi.

RINVASO

Rinvasare quando è troppo costretta nel vaso, usando terriccio a base di terra grassa.
Se la pianta è cresciuta troppo o se le foglie inferiori sono cadute, sfoltire per ridare la forma, oppure potare energicamente fino a 7-10 cm. Lungo il fusto rimasto spunteranno nuove foglie, dando alla pianta un aspetto più sano ed equilibrato.

Problemi e rimedi 
  • Le cordiline sono soggette a pochi problemi o malattie.
  • Caduta delle foglie. Umidità insufficiente e terriccio troppo asciutto; in quest'ultimo caso si formano anche macchie brune sulle foglie.
  • Foglie chiazzate con bordo bruno e friabile. Troppo sole diretto. Se la luce è insufficiente, le foglie non hanno colore

mercoledì 19 ottobre 2011

Capelvenere (Adiantum raddianum)



Delicata.
Crescita rapida.
Facile da curare.
Altezza massima: 45 cm.
Larghezza massima: 60 cm.
Portamento: cespuglioso incurvato.

Pianta da interni fra le più diffuse e apprezzate, anche se di non facile coltivazione, il capelvenere è talmente bello da valere le cure che richiede per conservarlo. Le fronde fitte su steli lunghi e flessuosi color neroviolaceo danno un effetto di eleganmza e di raffinatezza.
Usatelo per fare da contrasto con piante più alte, per schermarte i vasi nelle disposizioni a pavimento o come esemplare decorativo in un cesto pensile. In problemi si verificano per variazioni delle condizioni atmosferiche: la pianta è disturbata da correnti d'aria, dal fumo delle sigarette e dalle esalazioni di gas, e reagisce velocemente a simili cambiamenti.

TEMPERATURA

L'ideale per questa pianta è una temperatura minima di 10°C e una massima di 24°C; una temperatura costante di 16-21°C garantirà una crescita ottimale.

LUMINOSITA'

Questa pianta richiede un ambiente luminoso ma la riparo dal sole diretto. Sopporta bene anche una posizione leggermente ombreggiata.

UMIDITA'

E' opportuno bagnare abbondantemente soltanto quando la superficie del terriccio risulta asciutta al tatto. Non lasciar asciugare completamente il terriccio, nè lasciare il vaso immerso nell'acqua.
Necessita tutto l'anno di nun alto tasso di umidità; le foglie sottili non amano essere irrorate; aumentando quindi l'umidità dell'aria sistemando accanto alla pianta una ciotola piena di acqua. In alternativa, aggiungete nel sottovaso dei ciottoli che trattengano l'acqua, badando però che non resti mai immersa.

CONCIME

Concimare ogni 2 settimane se coltivata in terriccio a base di torba; ogni mese se in terriccio a base di terra grassa.

RINVASO

Rinvasare in un vaso della misura superiore a inizio primavera se appaiono radici alla superficie del terriccio: non pressare troppo e non ricoprirne il centro con terriccio.
Il capelvenere è ideale per un ambiente umido come una stanza da bagno. Non usare però prodotti spray come deodoranti o lacche per capelli.

Problemi e rimedi
  • Il capelvenere può essere attaccato dalla cocciniglia cotonosa, eliminabile bagnando le radici con malathion diluito. Non è particolarmente soggetto ad altri parassiti, ma un errato metodo di bagnatura o un insufficente tasso di umidità possono far ammalare la pianta e risultare fatali.
  • Marciume alle radici: troppa acqua o bagnature irregolari.
  • Foglie che diventano brune e friabili: aria troppo secca (per esempio, troppo vicino a un calorifero) o luogo troppo esposto a delle nocive correnti d'aria.

sabato 15 ottobre 2011

Sistemi di propagazione per talee




Moltiplicare la vostra produzione di piante con il metodo della riproduzione per talea.

Il complesso delle tecniche di riproduzione delle piante ornamentali è stato perfezionato nel corso degli anni dai floricoltori, tramite esperimenti su vari esemplari e impiegando diversi sistemi, che hanno cosi potuto determinare il metodo migliore per aumentare il numero di individui di una data specie. Nell'ambiente domestico, il metodo di riproduione deve essere probabilmente adatto alle relative condizioni ma, seguendo le regole di base, si possono ottenere buoni risultati.
Usate sempre parti sane della pianta, attrezzi puliti e terriccio fresco sterile.

TALEE FOGLIARI

Il termine "talee fogliari" indica sia le talee di picciolo, cioè foglie intere staccate dalla pianta madre lasciando il picciolo, sia quelle di foglie, ottenute separando le nervature di una foglia o tagliandola a pezzetti.
E'un'operazione facile da eseguire in casa e, in estate, il radicamento avverrà in circa 3 settimane.

TALEE DI PICCIOLO FOGLIARE

E' il metodo indicato per la moltiplcazione di piante come le violette africane (Saintpaulia), le glossine (Sinningia), le peperomie, le crassule e le primule del Capo (Streptocarpus). Le foglie vengono infilate nel terriccio da radicazione con il picciolo piantato a metà (3 cm sono l'altezza ideale). Alla sua base si svilupperanno i germogli e quando la foglia "vecchia" muore le piantine possono essere trapiantate singolarmente.

SUL DORSO

Alcune piante come la tolmiea (Tolmiea menziesii), producono spontaneamente delle piantine sulla pagina superiore delle foglie: questo è un metodo di riproduzione che rispecchia semplicemente ciò che accade in natura. Nel caso della glossina, questi tipi di talee producono un piccolo tubero alla base del picciolo: concedete loro un periodo di quiescenza in un luogo asciutto, prima di stimolarne la crescita a primavera.

TALEE DI FOGLIE

Un altro metodo di propagazione è quello di effettuare delle incisioni nelle nervature principali sulla pagina inferiore della foglia. La violetta del Capo, la begonia a foglia larga e la glossina si prestano a essere moltiplicate con questo metodo. Per la begonia rex usate foglie intere: incidete le nervature con una lametta o un coltello affilato e stendete la lamina fogliare intera in modo che resti ben aderente al terriccio da radicazione; fissatela con delle forcine e coprite il vaso con un sacchetto di plastica per trattenere l'umidità.Togliete la copertura quando le piante sono cresciute fino a circa 5 cm; lasciatele ambientare senza protezione, quindi invasate. Le foglie di piante come la glossina e la primula del Capo possono essere tagliate in tanti pezzetti e quindi interrate verticalmente nel terriccio da radicazione. Appurate che ciascuna porzione cosi ottenuta sia infilata con la parte basale della foglia nel terriccio: vale a dire, il lato inciso che si trovava più cino alla base della foglia.
Di solito si tagliano in senso orizzontale, ma è possibile dividere quelle della begonia rex recidendo il centro della venatura principale e procedendo poi come descritto sopra.
Irrorare di frequente.
Le talee della begonia sono particolarmente soggette alla muffa, che trova ideali le condizioni di caldo ed elevata umidità: asportare quelle colpite dalla muffa. Le foglie lunghe sottili della primula del Capo si possono tagliare in senso longitudinale e quindi infilare nel terriccio. Non coprite nè la primula del Capo nè la glossinia; trattatele invece come fareste con la pianta adulta: lasciate asciugare il terriccio fra le bagnature.

Scelta del terricccio

  • Terricci già pronti: Sono reperibili terricci da radicazione prodotti in base a formule particolari.
  • Terriccio fatto in casa: Se desiderate fare da soli il terriccio, usate una mistura di sfagno e sabbia fine in parti uguali: il primo trattiene l'umidità e la seconda assicura il drenaggio.
  • Elementi nutritivi: Non usate mai sabbia per edilizia o marina: possono contenere sali e impurità. Il terriccio da radicazione è povero di elementi nutritivi e alcune piante traggono giovamento se concimate con fertilizzante liquido, diluito a metà dose, che mantiene sane le foglie e favorisce la formazione del callo (tessuto da cui si formano nuove radici).
  • Talee radicate: Quando hanno radicato, le talee devono essere trapiantate in terriccio da invaso.
Temperatura e tempi
  • Temperatura: Tutte le talee traggono beneficio dal fresco in superficie e dal calore in basso: una buona ventilazione aiuterà a garntire la prima di queste condizioni. Il calore più basso è più difficile da ottenere in casa: sono disponibili piccoli propagatori riscaldati, ma è possibile minimizzare la perdita di calore dal basso collocando il vaso su del materiale isolante.
  • I migliori risultati si ottengono con una temperatura di 21°C: tenete le talee al riparo dal sole diretto. Le esigenze di umidità variano in base al metodo di moltiplicazione impiegato.
  • Tempi: Molti tipi di talee possono essere effettuati durante l'estate; questo tipo di riproduzione riesce meglio però in primavera.
Consigli pratici
 
Polvere ormonale per radici:
Per stimolare il radicamento viene spesso raccomandato l'impiego di questo prodotto a base di talco, con l'aggiunta di ormoni e di fungicida per combattere le malattie. Scegliete con mola attenzione la concentrazione consigliata per il tipo di talee che desiderate effettuare e procedete seguendo le indicazioni del fabbricante.

giovedì 13 ottobre 2011

Clivia (clivia miniata)



Robusta.
Crescita moderata.
Facile da curare.
Altezza massima: 60 cm.
Larghezza massima: 60 cm.
Portamento: eretto.

Originaria della calda e secca foresta del Natal, in Sudafrica, la clivia è una bella pianta dai caratteri tipicamente esotici, ma poco richiesta. E' una pluriennale sempreverde con fiori mediamente profumati che durano 3-4 settimane. Il suo gambo carnoso porta 10-20 fiori campanulati di colore rosso-arancio; generalmente fiorisce da marzo sino alla fine di agosto. Gli ibridi della clivia sono disponibili ei colori rosa salmone, arancione, rosso scarlatto, giallo e bianco.

TEMPERATURA

Questa specie non resiste al gelo, perciò la minima invernale non dovrebbe essere inferiore ai 10°C; un periodo di freddo, per pochi mesi (da tardo autunno all'inizio dell'inverno), incoraggerà la formazione di nuovi boccioli. In genere la clivia cresce rigogliosa a una temperatura di cira 22°C.

LUMINOSITA'

Preferisce una luce forte e indiretta pur tollerando l'ombra. Se d'estate viene collocata all'esterno tenerla al riparo dal sole intenso.

UMIDITA'

Non irrorare molto prima della fioritura. Bagnare bene da metà inverno a tarda estate, lasciando asciugare il terriccio tra un'annaffiatura e l'altra.
Provenendo da ragioni molto secche, preferisce bassi livelli di umidità.

CONCIME

Concimare mensilmente dall'inizio della primavera a fine estate con un fertilizzante di buona qualità.

RINVASO

I fiori prosperano meglio se il vaso costringe le radici: rinvasare solo ogni 4 anni di terriccio grasso.
Le radici carnose s'intrecciano e sono difficili da separare. Se il vaso è profondo circa 30 cm, dividere l'esemplare in due e rinvasare in due contenitori da 12 cm. Potare bene per prevenire la formazione di semi dannosi alla fioritura.
Problemi e rimedi
  • I piccoli ragnetti rossi possono diventare un problema ma a bassi livelli di umidità. Provare a eliminarli utilizzando dei bastoncini imbevuti d'insetticida.
  • Minuscoli insetti pallidi si nascondo sotto lo strato protettivo simile a cera, tra le giunture delle foglie: rimuoverli con un batuffolo imbevuto d'alcool denaturato.

martedì 11 ottobre 2011

Campanella (Ibridi di campanula Carpatica)



Robusta.
Crescita moderata.
Facile da curare.
Altezza massima: 30 cm.
Larghezza massima: 40 cm.
Portamento: compatto.

La deliziosa campanella, originaria delle montagne dei Carpazi, in Ucraina, è una pluriennale sempreverde, compatta e rampicante, eccellente da tenere in appartamento collocata in un cestino pensile, sebbene inizialmente tenda a crescere in modo eretto.

Prospera in maniera eccellente anche sistemata all'esterno, in un girdino o invasata in contenitori originali e piacevoli a vedersi.
Con la coltivazione degli ibridi la Campanula carpatica ora può essere trattata come una rustica pianta annuale da fiore. Gli ibridi presentano grandi corolle ancora più belle che nella pianta originale. sono disponibili varietà che vanno dal blu intenso all'azzurro e al bianco. I boccioli a forma di calice, portati da steli lunghi, fioriscono da maggio a settembre.

TEMPERATURA
La campanella può sopravvivere fino a una temperatura di 5°C ed è un esemplare ideale per i portici freschi. In casa è consigliata una minima notturna di 10°C mentre, durante il giorno, una media di 15°C è quella ideale.

Se le temperature superano i 22°C, è essenziale una buona ventilazione (evitando però accuratamente le correnti). Durante il periodo invernale, tenere la pianta al minimo delle medie consigliate (7°C). I semi degli ibridi necessitano di 15-21°C per germinare.

LUMINOSITA'
Tenerla al riparo dal sole intenso in estate; negli altri periodi la pianta può essere collocata in piena luce, tenendo presente che un'illuminazione scarsa danneggia la fioritura e compromette la germinazione dei semi.
UMIDITA'
Durante la fioritura necessita di abbondanti annaffiature giornaliere, da ripetersi più volte in presenza di temperature elevate. Nel periodo di riposo, bagnare solo per non fare appassire il fogliame.

L'umidità non è importante; se temperatura, ventilazione e annaffiature sono quelle richieste, tollera l'aria secca.

CONCIME
Durante la crescita, concimare ogni mese con un fertilizzante specifico non molto forte, sospendendone in seguito la somministrazione.
RINVASO
Rinvasare in primavera con un composto a base di torba o di terra grassa. Dividere e rinvasare gli esemplari ogni 2 anni. Quando la crescita ricomincia, in primavera, legare insieme le cime dei rami per favorire il loro sviluppo e la fioritura. I semi vanno messi a dimora a fine inverno per germogliare a maggio.

Appena l'esemplare termina la fiortura, altri germogli appariranno alla base dei vecchi rami. Eliminare il fogliame rovinato e lasciare riposare per tutto l'inverno. Una potatura più decisa prolungherà la fioritura.

Problemi e rimedi

  • I microscopici ragnetti rossi decimeranno velocemente le piante: utilizzare gli insetticidi adatti, bruciando gli esemplari più infestati.
  • Le lumache possono mangiare il fogliame lasciando tracce di bava viscosa sulle piante da giardino: collocare delle esche specifiche tra le foglie.
  • La mancanza di fiori e una crescita scarsa sono causate da un ambiente troppo caldo e mal ventilato.

domenica 9 ottobre 2011

Cineraria (senecio hybridus)


Esigente.
Crescita rapida.
Facile da curare.
Altezza massima: 45 cm.
Larghezza massima: 45 cm.
Portamento: eretto
.

Queste piante da fiore molto popolari sono ideali per creare colore in inverno, sebbene possano fiorire in qualsiasi periodo da dicembre a giugno. La variatà maggiormente bendute sono ibridi derivati da alcune specie provenienti dalle Canarie (principalmente il Senecio cruentus) e presentano altezze variabili ( da 15 a 45 cm); si possono anche coltivare partendo dai semi (circa 6 mnesi dal momento della semina a quello della fioritura).
Sebbene si tratti di varietà perenni, vengono coltivate in genere come biennali ed eliminate dopo due stagioni: la cosa è meno dispendiosa e prodiga di quanto possa sembrare, perchè la cineraria, se ben coltivata, fiorisce per quasi 6 settimane.
Le foglie rotondeggianti sembrano grandi, rispetto al resto della pianta: raggiungono spesso i 10-20 cm di lunghezza e fanno da sfondo a capolini dorati dei fiori a forma di margherita. I colori che ricorrono più di frequente sono il rosa, il rosso, il malva o l'azzurro, da soli oppure combinati fra di loro o con il bianco.

TEMPERATURA

Necessita di 21°C per la germinazione; coltivare a una temperatura non superiore a 20°C; l'ideale è una gamma di 10-15°C. Nelle giornate più calde, ventilare con aria fresca, evitando però le correnti d'aria. Le piante giovani prediligono le temperature più fresche assicurate da un contenitore, come un cassone freddo collocato nel patio in estate. Le specie in fioritura tollerano una minima notturna di 4°C.

LUMINOSITA'

I semi necessitano di luce per germinare e vanno ricoperti con sabbia bianca. Anche le piante mature ne abbisognano ma vanno tenute al riparo dal sole pieno: l'ideale è una buona illuminazione indiretta.

UMIDITA'

Le specie mature hanno un apparato radicale esteso e vannp annaffiate generosamente, lasciando asciugare la superficie del terriccio prima di ribagnare. Usare acqua tiepida.
Necessita di umidtà, ma non va irrorata. Collocare il vaso su un sottovaso contenente ghiaia bagnata, badando che la base non sia a contatto con l'acqua. Sistemare più piante in gruppo per migliorare l'umidità locale.


CONCIME

Gli esemplari coltivati da seme non necessitano di concimazione: il terriccio contiene nutrimento a sufficienza per tutta la stagione della crescita.

RINVASO

Non è necessario rinvasare in quanto l'esemplare viene scartato a fioritura terminata. Seminare a primavera per ottenere la fioritura nell'inverno successivo; in estate, per averla a primavera inoltrata. La germinazione è spesso lenta e irregolare, e richiede 14-21 giorni. Usare terriccio drenante a base di terra grassa.
Le piante a fioritura invernale sono soggette a malattie fungine se vengono bagnate in eccesso a basse temperature.

Problemi e rimedi

Foglie appiccicose: foglie appiccicose e colonie di insetti sugli apici vegetativi segnalano la presenza dell'afide verde; l'irrorazione con pesticida può danneggiare i fiori: ricorrere alle tavolette di insetticida per scoraggiare i parassiti.

sabato 8 ottobre 2011

Agrifoglio (Ilex x altaclarensis. Purple Shaft)


FAMIGLIA
Aquifoliaceae.
DIMENSIONI
Altezza:
14 m
Larghezza:
5 m.
RESISTENZA
5.
PORTAMENTO
Piramidale.
CRESCITA
Moderata.
BACCHE
Fine autunno inverno
.

Questo ibrido fra I. aquifolium (il comune agrifoglio) e I. perado ha la robustezza della prima specie e le foglie grandi, quasi senza spine, della seconda. Gli esemplari portano fiori maschili o femminili: per la produzione di bacche (su quelli femminili) piantare un individuo maschile ogni tre femminili.
In novembre questo agrifoglio, che produce molte grosse bacche da minuscoli fiori che sbocciano in primaver, ha un bel portamento eretto.
Quasi tutte le varietà hanno un robusto germoglio principale e alla fine assumono una forma piramidale: non potare il ramo predominante.

COME PIANTARE

E' meglio non disturbare le radici: a maggio, quando il tempo è umido, spostare le piante giovani che hanno attecchito; gli esemplari con le radici avvolte nel pane di terra vanno messi a dimora a metà-fine autunno.
Prospera al sole o in leggera ombra: nel secondo caso, la crescita è meno folta e le foglie perdono la variegatura.

UMIDITA'

Annaffiare per sei mesi dopo l'impianto; non ama i terreni asciutti.

TERRENO

Coltivare in un terriccio umido, ben drenato, calcareo, (con un valore pH di 4,5 - 5,5), arricchito con sostamza organica.

TEMPERATURA

Il vento forte può provocare l'inaridimento e la caduta delle foglie degli alberi appena piantati. In casi estremi, schermare e proteggere le piante di agrifoglio avvolgendole con cura in tela di iuta.

MANUTENZIONE

E' preferibile potare in maggio, distribuendo un taglio drastico nell'arco di due stagioni; le siepi sono da tosare in estate. Le piante con foglie variegate producono germogli verdi, da eliminare se si vuole mantenere la screziatura.
Prelevare le talee di legno tenero in primavera o in seminature in estate.
Cercare le varietà femminili I.x a. "Camelliofolia" (grandi foglie verde scuro su steli porpora; basse rosso scuro molto grandi; bella forma piramidale, altezza 5-8 m); I. x a. "Golden King" (forse il miglior agrifoglio con foglie a mergini dorati; grandi bacche rosse; altezza 6-8 m); I x a. "Lawsoniana" (foglie grandi con una macchia giallo brillante al centro; tende a produrre germogli verdi; altezza 4-0 m).
Tra quelle maschili scegliere I. x a. "Hodginsii" (esemplare vigoroso, con foglie verede scuro, arrotondate, su fusti rossi; altezza 14 m.)

Problemi e rimedi
  • I rami avvizziscono quando la luce è scarsa; se le piante sono troppo vicine bisogna garantirsi  che tutte ricevano il massimo dell'illuminazione.
  • La minatrice delle foglie causa pustole brune sulle fronde; asportare e bruciare le parti colpite, poi usare un insetticida sistemico.

giovedì 6 ottobre 2011

Essiccare i fiori



In ogni casa ci sono davanzali in mezzo alla corrente e focolari deserti d'estate sono i punti ideali per il sottile fascino dei fiori secchi.

Molti fiori da giardino, foglie e cotiledoni sono indicati per essere seccati in casa, e possono essere acquistati oppure coltivati tranquillamente nel giardino. I fiori e le foglie prodotte commercialmente possono essere stati seccati sia a caldo sia a freddo: più veloce è stato il processo di essiccazione migliore darà il risultato.
In fiori che vengono seccati in casa possono mutare il tono dei loro colori, ma mantengono inalterato il loro grande afscino. Il blu, l'arancio e il rosa resteranno più vicini al loro tono naturale, il rosso e il porpora diventeranno più intensi, mentre il giallo, il verde e il bianco assumeranno i toni scoloriti del  panna e del beige.

ODIANO L'UMIDITA'

Ideali per le case moderne dal riscaldamento centralizzato, i fiori secchi odiano l'umidità e ne assorbono ogni traccia latente nell'aria. Se li tenete in ambienti freddi o privi di riscaldamento fate attenzione che le loro condizioni non si alterino. Gli steli diventeranno molli, i fiori chineranno il capo, e alla fine si svilupperà della muffa.
Potete migliorare in maniera notevole le condizioni di una composizione, per mantenerla sempre al meglio, mettendola ogni tanto in un punto caldo e secco della casa per alcune ore in modo da asciugare l'umidità in eccesso.
Una parziale protezione contro l'umidità si puà ottenere con un velo di lacca o fissativo plastico, che aiuterà i fiori secchi a mantenere un aspetto fresco. Raramente i fiori essiccati si sposano bene con quelli artificiali o freschi. Dovrebbe invece essere possibile ottenere una composizione gradevole senza dover ricorrere a un misto di fiori di seta, veri e secchi tutti insieme.

RINFORZARLI CON FILO METALLICO

Molti degli steli dei fiori da essiccare non sono sufficientemente robusti per sostenere la corolla, e alcuni possono aver bisogno di un appoggio.
L'ideale è eliminare lo stelo e sostituirlo con il fil di ferro per fioristi prima di far seccare i fiori. Procedete inserendo il filo al centro della corolla dal basso, uscite fuori dalla testa del fiore di circa 2,5 cm e ripiegatelo a uncino. Spingete poi delicatamente indietro il filo fino a nasconderlo all'interno dei petali.
Dopo averlo seccato camuffate il falso gambo avvolgendolo con il nastro verde per fioristi. Gli steli ottenuti in questo modo hanno il vantaggio di essere più flessibili e quindi più facilmente adattabili nelle composizioni.

PER ESSICCARLI FACILMENTE

Il modo più semplice per fare essiccare i fiori in casa è quello di appenderli in una credenza ben arieggiata in piccoli mazzi di non più di cinque esemplari.
Assicurateli con un elastico, che si stringerà mentre si seccano; accertatevi che i fiori o i cotiledoni non si tocchiino. Mettete via il materiale cosi essiccato in secchi o in vasi e teneteli al buio in un luogo fresco e asciutto o in scatole ben chiuse; usate della carta morbida per avvolgere ogni fiore i modo che non si rovini.
Molte specie avranno bisogno di circa 1 settimana per essiccare completamente.

CHE COSA USARE

Questo sistema di essiccazione naturale funziona a meraviglia per i cotiledoni, per le erbe, e per i fiori composti da garppoli di fiorellini: achillea, verga d'oro, gissofila, limonio e catananche appartengono a questo gruppo. La riuscita è quasi altrettanto sicura con echinopo, brugo, elicriso, erica e lavanda. Le rose dovrebbero essere raccolte appena il bocciolo comincia ad aprirsi: esponetelo al getto di vapore di un bollitore per circa 20 secondi. Se desiderate un fiore più aperto soffiate forte nel centro della corolla prima di appenderlo a testa in giù. Essiccate le rose il più in fretta possibile in un luogo ampio, come una dispensa rieggiata o la stanza della caldaia.

METODI ALTERNATIVI

Le ortensie seccheranno meglio se tenute in 8 cm di acqua; in questo modo infatti i fiori si asciugheranno gradualmente e manterranno inalterato il loro colore. Questo è anche il modo migliore per essiccare l'erica e la lavanda. Eliminate le foglie da piante come l'achillea e il carciofo, sistematele diritte in un  contenitore in una camera asciutta e lasciatele seccare naturalmente. Il garofano andrebbe raccolto quando è ben aperto e tenuto al buio finchè non è ben secco, poi fissato su dei rametti per ottenere un effetto più realistico.

STIRARE

Se avete bisogno urgente di foglie secche, il sistema migliore è sistemare le foglie tra due fogli di carta assorbente e stirarle col ferro caldo. Sono molto adatte a questo procedimento le foglie di iris e crocosmia.

Raccogliere i fiori

Raccogliete i fiori da seccare nel momento più caldo della giornata, quando la quantità di umidità contenuta nelle corolle e negli steli è minima. La maggior parte delle piante permanenti dovrebbe essere raccolta appena fiorisce. Prendete le spighe di verga d'oro (Solidago), clarchia (Clarkia) e delfinio (Delphininium) che hanno delle forme appuntite. La maggior parte dei capolini seccherà perfettamente al suo posto; nel caso il tempo sia umido, raccoglieteli ed essiccateli come fate con gli altri fiori.

Come attrezzarsi
  • I contenitori che completano e valorizzano i toni naturali dei fiori secchi sono quelli più indicati: evitate di usarne uno che sembri nuovo di zecca.
  • Spugna. E' meglio cercare un tipo speciale di spugna detta oasis, che sostiene in modo più sicuro le piante. Non usate la consueta spugna verde da fioristi che è indicata per i fiori freschi, ma si sbriciola quando è asciutta, e se la bagnate i fiori secchi marciranno. Se il contenitore dovesse risultare poco profondo, potete nascondere gli steli e la spugna utilizzando del muschio secco e delle foglie.
  • Le composizioni di fiori secchi spesso richiedono più materiale di quelle di fiori freschi. Se il collo del vaso sembra troppo piccolo per contenere tutti gli steli, risolvete il problema mettendo la spugna per fissarli fino alla sommità del contenitore, cosi da arrangiare i fiori tutti intorno.

martedì 4 ottobre 2011

Curare i fiori freschi


I fiori freschi sono sempere bellissimi; ma se saprete prendervene cura, potrete godere molto più a lungo del loro fascino.

I fiori freschi, acquistati da un fiorista o raccolti all'esterno, portano una nota gradevolissima fra le pareti domestiche: con qualche piccola attenzione potete prolungarne la durata e godere più a lungo i loro colori e il loro profumo.

FIORI DA GIARDINO

Raccogliete i fiori al mattino presto o alla sera: gli steli saranno ricchi di umidità e meno inclini ad appassire. Usate un coltello pulito e ben affilato o un paio di cesoie a due lame combacianti: evitate di usare attrezzi che possano schiacciare o danneggiare i gambi, perchè un taglio preciso e netto è essenziale per consentire il massimo assorbimento di acqua. Scegliete io fiori ancora in boccio, perchè gran parte di loro continuerà a svilupparsi nel vaso.
E' importante non impoverire l'aspetto di una qualsiasi parte del giardino: tagliate qualche fiore da ciascuna pianta e sarà impossibile notare dove sono stati asportati i fiori.
Immergete i gambi nell'acqua appena possibile.
Quando si recide qualcosa, tenete presente che l'arbusto o la pianta madre devono poter conservare un aspetto naturale, quando avrete terminato di raccogliere i fiori. Usate sempre cesoie affilate e cercate di effettuare un taglio netto al disopra di una gemma rivolta verso l'esterno; non lasciate mozziconi slabbrati che possono favorire le malattie o ferire qualcuno.

CONDIZIONATURA

E' il termine impiegato per il trattamento delle parti recise prima di usarle per le composizioni e si applica tanto ai fiori quanto al fogliame, coltivati in casa oppure acquistati. I gambi recisi assorbono aria: si forma così una ostruzione causata da quest'ultima che, se non viene eliminata prima di utilizzare i fiori per le composizioni, impedirà agli stessi di assorbire la massima quantità di acqua. A sua volta, questo abbrevierà la durata dei fiori, quindi tagliate gli ultimi 2-4 cm di ogni stelo o immergeteli fino alla base del calice del fiore in acqua tiepida.
Effettuate il taglio il più obliquamente possibile, in modo da esporre all'acqua una maggior superficie. A questo punto potete eliminare le eventuali foglie che non servono per la composizione finale.
Sistemate i fiori, nel loro secchio, in un luogo fresco e ombreggiato per almeno 2 ore: 24 ore sono il tempo ideale.

PROBLEMI POTENZIALI

Per favorire l'assorbimento di acqua in esemplari a fusto legnoso come i crisantemi e gli arbusti da fogliame, tagliate gli steli come indicato, quindi apriteli, pestando con il martello gli ultimi 5 cm su una superficie salda e piatta.
Fiori come la grebera e i tulipani assumeranno una forma rigidamente icnlinata se non vengono sostenuti quando li si immerge nell'acqua: avvolgeteli strettamente con della carta da giornale per mantenerli diritti.
Ricordate, però, che i gambi inclinati a volte possono risultare opportuni nelle composzioni floreali.
La speronella e altri fiori a stelo cavo a volte hanno bisogno di aiuto per trattenere l'acqua. Tagliate ogni stelo alla lunghezza finale richiesta, quindi capovolgete e riempite con acqua tiepida.
Tappate infine l'estremità con dell'ovatta e usate nel modo desiderato.

RIMEDI

Piante come l'uforbia, i papaveri e le dalie secernono una sostanza vischiosa simile alla linfa che può ostruire lo stelo e impedire all'acqua di raggiungere il resto del fiore. Avvolgete i fiori in carta da giornale, lasciando sporgere le estremità appena tagliate: passare sopra una fiamma, poi immegrete l'intero stelo nell'acqua come descritto sopra. Se lo stelo deve essere nuovamente tagliato, ripetete l'operazione. Se, nonostante tutto, i vostri fiori languiscono e appaiono giù di tono, immergete gli steli in 3 cm di acqua bollente per un minuto, per riempire il secchio fino al bordo di acqua fredda. Questo trattamento è particolarmente benefico per i papaveri e pervinche, ma può essere praticamente usato come una panacea. Il fogliame spesso trae giovameto dell'immersione totale: esemplari quali la hosta e le felci resistono meglio se messi a galleggiare su una vasca piena di acqua tiepida per alcune ore prima dell'uso. Date però alla composizione il tempo di asciugarsi, prima di disporla su una superficie lucidata.

REALIZZARE LE COMPOSIZIONI

Riunite in anticipo tutto quello che vi occorre, poi cercate di lavorare in un ambiente fresco e il più rapidamente possibile. Tagliate nuovamente gli steli alla lunghezza richiesta e sinceratevi che il vaso contenga o dell'oasis ben inumidita o molta acqua, in modo che negli steli non si formino blocchi d'aria.
Garantite sempre recchia acqua e ricontrollate dopo le prime 2 ore, perchè è allora che la maggior parte di essa darà stata assorbita.
Cambiate l'acqua sporca non appena i fiori cominciano a scolorire e ristabilite regolarmente il livello. I contenitori devono essere lavati di frequente con candeggina per evitare il rischio di imputridimento: gli additivi per conservare i fiori recisi contengono battericidi ed elementi nutritivi; devono essere aggiunti alla prima acqua che viene usata per la composizione. Dopodichè, ristabilite il livello con acqua dolce. Per alcuni di questi prodotti è necessaria l'aggiunta di un pò di zucchero, mentre altri vengono semplicemente aggiunti all'acqua. Potete ottenere un effetto analogo miscelando un cucchiaino di candeggina in un litro di limonata: gettate sempre via questo preparato dopo l'uso, per evitare che possa essere ingerito accidentalmente.

COLLOCAZIONE

Collocate le composizioni lontamo da correnti d'aria, dal sole diretto e non al buio: se fa molto caldo, nebulizzate leggermente, proteggono i fiori dalla luce solare finchè l'umidità non sarà evaporata.

Acquistare i fiori

I fiori freschi recisi patiscono le correnti d'aria e il freddo eccessivo: molti dei chioschi che vendono fiori all'aperto offorno numerose qualità di fiori a buon prezzo, ma è meglio non acquistare fiori in giornate fredde o ventose. I negozi di fiore danno maggiore sicurezza sotto questo profilo; nelle zone rurali è possibile acquistare direttamente dai coltivatori. In ogni caso, durante il trasporto i fiori devono essere convenientemente avvolti per porteggerli dalle intemperie.

domenica 2 ottobre 2011

Ciliegio giapponese (Prunus x Pink Perfection)



FAMIGLIA
Rosaceae.
DIMENSIONI
Altezza:
7,6 m
Larghezza
4,5 m.
RESISTENZA
5.
PORTAMENTO
Eretto.
CRESCITA
Moderata.
FIORITURA
A metà primavera

Ideale per i piccoli giardini di città, questo albero di piccole proporzioni resistente all'inquinamento, in primavera produce una massa di fiori sfrangiati e delicati, riuniti in mazzetti densi, rosa quando germogliano, poi di colore più chiaro, che sbocciano verso la metà o la fine della pimavera. Le foglie, che compaiono contemporaneamente, quando sono giovani sono rosso-rame e assumono un colore verde intenso in estate.

COME PIANTARE

Acquistare un albero giovane con tronco diritto e una chioma calibrata. Piantare alla stessa profondità che aveva nel vivaio o nel vaso. Se è a radice nuda, interrarlo durante il riposo vegetativo, comprimendo bene la terra con i talloni. Gli alberi cresciuti in contenitori si possono piantare in qualsiasi periodo: occorre però annaffiare bene per i due mesi successivi. Bagnare per un anno dopo l'impianto, durante i periodi di temppo asciutto.
Coltivare il ciliegio giapponese in pieno sole.

UMIDITA'

Questo albero detesta i ristagni d'acqua; nei terreni umidi aggiungere sabbia grossolana, prima di piantare.

TERRENO

Tutti i terreni ben drenati ma non troppo aridi, sono perfetti.

LUMINOSITA'

Gli alberi appena piantati vanno ancorati a un palo in modo da evitare che il vento, muovendo la pianta, strappi le radici; conficcare il palo nel terreno dalla parte che si trova sopravento rispetto alla pianta, senza danneggiare le radici, e fissarvi il tronco con filo metallico plastificato o una striscia di stoffa. Il palo deve arrivare circa all'altezza del ginocchio.

MANUTENZIONE

Togliere palo e legamento dopo un paio d'anni; controllare il sostegno ogni sei mesi. Se necessario, potare leggermente nella tarda estate: il caldo favorirà la cicatrizzazione nelle ferite prima dell'inverno e impedirà un'eccessiva secrezione di linfa.
La moltiplicazione è complicata: meglio acquistare esemplari giovani allevati in vivao.
Provare P."Amanogawa", a portamento eretto, se lo spazio è limitato oppure P. "Shirotae", a fiori larghi, profumati, P. "Ukon", di maggiori dimensioni, e lo spettacolare P. "Tai Haku", con fiori bianchi.

Problemi e rimedi

Il ristagno d'acqua uccide le radici: lo si riconosce dal fatto che la pianta gradatamente muore.
  • Conigli e lepri possono decimare il ciliegio rosicchiandone la corteccia: se si viene a formare un anello spoglio attorno al tronco, l'albero muore.
  • La famigliola (Armillariella mellea) è un fungo, incurabile, che si diffonde dai vecchi trochi d'albero che perciò vanno rimossi; le piante colpite avvizziscono e alla base del tronco si forma marciume radicale.